
Fonterutoli: il “Chiantishire” dei Mazzei
20 Aprile 2026
Rosso Morellino
25 Luglio 2026La potenza ed eleganza dei calici etnei di Fessina
Il consueto appuntamento con la mia rubrica “Cantine d’Italia” di Bell’Italia vi accompagna questo mese alla Tenuta di Fessina a Rovittello, 670 m. di altitudine, frazione di Castiglione di Sicilia, Versante Nord de ‘A Muntagna, l’ossequioso nomignolo con cui i siciliani definiscono lo scoppiettante Etna.
Un luogo di grande fascino che si propone come un piccolo gioiello di memoria, in perenne mutazione, proprio come il luogo che lo accoglie.
Una tenuta nata, nel 2007, dal coup de fudre per questo magico spicchio di Sicilia dell’enologa e produttrice toscana Silvia Maestrelli (scomparsa prematuramente nel 2022) e dal marito-socio Roberto Silva che in un solo decennio si è imposta come una delle più rappresentative realtà etnee, ambasciatrice nel mondo degli straordinari vini del vulcano attivo più alto d’Europa.
Fessina coltiva e custodisce alcuni fra i vigneti ad alberello più antichi dell’Etna, incastonati fra due sciare vulcaniche risalenti al 1809 e al 1911. Sotto l’attenta direzione enologica di Jacopo Maniaci, la tenuta dal Versante Nord si è estesa prima a quello Sud e poi a quello Est creando un puzzle di esposizioni, altitudini e parcelle che fissano in bottiglia le mille sfumature della eroica viticoltura etnea.
Dalle vigne centenarie di Rovitello nasce Il Musmeci Prephilloxera, mentre dalla micro-parcella che lambisce la sciara eruttiva del 1911 l’Erse Contrada Moscamento, due nitide espressioni di Etna Rosso da Nerello Mascalese e Cappuccio, capaci di unire finezza e potenza.
Dal Versante Sud, più soleggiato e soggetto all'influsso marino proviene il “vessillo bianco” del Carricante in purezza de A’ Puddara, svezzato a 900 metri, dal sorso elegante con decisa mineralità, freschezza e verticalità gustativa.
Frammenti di un inimitabile mosaico territoriale da abbinare all'ospitalità rurale e ricercata delle camere incastonate sopra l'antico Palmento seicentesco, per una dimensione da rifugio segreto dove riconnettersi con l’ignea natura ancestrale dell’Etna.


Erse Contrada Moscamento 1911 Etna Rosso Doc 2023
A Rovitello, dalla parcella di solo mezzo ettaro a ridosso della sciara vulcanica del 1911 - ricca di basalto, ferro e manganese - le resilienti viti ad alberello del 1932 danno vita a questo maestoso Etna Rosso Doc di Nerello Mascalese e Cappuccio con una piccolissima dose di Minnella e Carricante.
Affinato in tonneaux e botte grande di rovere francese per due anni e poi un altro in bottiglia il suo vivace rosso rubino propone un bouquet olfattivo di violetta, frutti di bosco, macchia mediterranea, cardamomo, pepe, inchiostro e note ferrose.
Sorso speziato ed avvolgente con encomiabile equilibrio fra morbidezza e sensazione calorica, con tannini setosi e perfettamente integrati. Un elegante e austero figlio del vulcano, in enoteca sui 26 €, da associare a grigliate di carne, selvaggina, primi con sugo di carne o Ragusano Dop.
CONDIVIDI L'ARTICOLO

Giuseppe De Biasi
In questo blog vi accompagnerò in giro per l’Italia e in Europa, per parlarvi di vino, cibo e viaggi, alla scoperta dei miei luoghi del cuore e delle affinità elettive che mi legano a piccoli appassionati viticultori come a blasonate firme del vino.
Come giornalista professionista e sommelier da circa trent’anni curo rubriche di vino, enogastronomia e turismo su importanti riviste di settore (Bell’Italia, Bell’Europa, InViaggio, Italia a Tavola).
Ma ciò che più mi entusiasma raccontare sono le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia. Di queste vi parlerò nei miei articoli con suggerimenti per le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici, consigli per i vostri viaggi alla scoperta del fascinoso universo del vino.
Calici in spalla, dunque, si parte!



