
Abruzzo in Bolla 2025
19 Giugno 2025Preview di vendemmia fra impatto climatico e turbolenze doganali
Fra cambiamento climatico e dazi trumpiani non è un bel momento per il mondo del vino italiano ed europeo. Ma è capacità riconosciuta dei vignaioli di saper (e voler) guardare avanti e qui di seguito vi riportiamo alcune opinioni sulla prossima vendemmia.
Al momento questa annata si è presentata abbastanza uniforme ed equilibrato, a dispetto delle ondate di calore delle ultime settimane.
L’inverno – in generale non troppo freddo - ha seguito un decorso nella norma e la primavera (fresca ad aprile) ha favorito una fioritura progressiva. Le piogge, in generale, hanno punteggiato la penisola senza mai essere eccessive, contribuendo a costituire buone riserve idriche e senza ostacolare le lavorazioni in vigna.
Giugno si è fatto riconoscere ovunque per un’ondata di calore che ha accelerato lo sviluppo vegetativo senza però causare stress eccessivi proprio grazie alle riserve idriche accumulate nei mesi precedenti. Il risultato è stato un ciclo vegetativo in linea o leggermente anticipato, con vigneti in ottima forma e un buono stato sanitario diffuso.
A partire da luglio, molte zone hanno beneficiato di nette escursioni termiche tra giorno e notte che stanno favorendo una invaiatura regolare e una buona maturazione fenolica. Ad oggi lo stato sanitario delle uve è generalmente molto buono, con grappoli ben conformati. Le rese attese sono in linea con le medie e molto promettenti in termini qualitativi.
La vendemmia si preannuncia lievemente anticipata, con alcune varietà bianche in pole position. Le aspettative qualitative sono alte e, se agosto proseguirà senza eventi estremi, la raccolta 2025 potrebbe restituire vini di precisione, freschezza e grande espressività territoriale.
Ecco qualche rappresentativa testimonianza con le opinioni di alcuni importanti produttori distribuiti lungo tutta la penisola, dall’Alto Adige alla Sicilia.
Alto Adige
Partendo dai vocati vigneti sparsi sulle sponde del Lago di Caldaro, per una storica cantina cooperativa come la Kaltern la fioritura si è svolta in condizioni climatiche ottimali, garantendo una buona allegagione. Il capo enologo Thomas Scarizuola conferma che le “…precipitazioni sono state regolari e ben distribuite e le uve mostrano un ottimo potenziale qualitativo, promettendo un’annata eccellente. Confidiamo in un autunno ricco di sole per completare al meglio la maturazione”.
Trentino
Per Anselmo Guerrieri Gonzaga, produttore di San Leonardo (Avio) la stagione vegetativa è stata finora caratterizzata da un andamento complessivamente più mite della media, con alcuni picchi di caldo tra fine giugno e inizio luglio. “Tuttavia rispetto al 2022 o 2023, le temperature estive sono risultate meno estreme e più alternate, con giornate di raffrescamento e precipitazioni ben distribuite che hanno favorito un buon equilibrio vegetativo delle piante, per cui le prime impressioni sono per un’annata promettente sia per qualità che per quantità”.
Lombardia
Anche la Franciacorta ha registrato un inverno mite e con piogge utili e diffuse. Il sole e il caldo di giugno sono stati protagonisti anche nei vigneti di Mosnel (Camignone) dove Giulio Barzanò dice: “per ora ci sono tutte le condizioni per una vendemmia di buona quantità e ottima qualità. Mancano ormai pochi giorni ma fondamentali: la maturazione finale con buone escursioni termiche giorno notte, come è in questi giorni, storicamente regala le annate memorabili”.
Piemonte
Nelle Langhe, l’inverno non è stato rigido e le piogge sono proseguite fino a primavera. Giugno, anche qui, è stato eccezionalmente caldo, accelerando lo sviluppo dei grappoli. L’invaiatura è iniziata con anticipo grazie anche alle forti escursioni termiche notturne. Le produzioni non sono elevate, ma la qualità potenziale è alta. La vendemmia, per il Nebbiolo, è attesa a inizio ottobre.
Federica Boffa Pio, quinta generazione di Pio Cesare, è positiva: “il terreno ha fatto un’abbondante scorta di acqua per affrontare al meglio l’estate 2025”. La produzione oggi è regolare e non troppo abbondante. “Come tutti gli anni, siamo già partiti con il diradamento per ogni vigneto in base al numero e alle dimensioni dei grappoli, avendo ben chiaro l’obiettivo da raggiungere: regolare quantitativamente una produzione di altissima qualità”.
Liguria
Lvnae, tra gli interpreti principali dei Colli di Luni, segnala un inverno abbastanza freddo e piovoso ma senza grandi problematiche. “La primavera è stata un po’ ballerina” spiega il produttore Diego Bosoni “ma grazie al microclima che ci caratterizza – tra mare e montagna - e alla bravura dei ragazzi in vigna siamo arrivati alla stagione estiva con vigneti in piena salute”. Le analisi in campo indicano uve “…di grande potenziale qualitativo. Speriamo in un agosto equilibrato”, conclude. Il Vermentino, vitigno totem, sarà raccolto a inizio settembre, in linea con la media storica.


Toscana
La regione mostra una notevole coerenza tra i diversi territori con i vigneti di Castello di Fonterutoli (Castellina in Chianti) che, come la preziosa vigna de Il Caggio dove nasce IPSUS, hanno goduto di un ottimo germogliamento con notevole uniformità. “Nessun ritorno di freddo, piuttosto un maggio abbastanza piovoso che ha ulteriormente incrementato utili riserve idriche nel terreno”, dice Francesco Mazzei, che sottolinea anche come a dispetto delle alte temperature di metà luglio il grado di maturazione e la produzione sembrano essere molto promettenti.
Nella zona del Brunello di Montalcino, Giodo racconta di un inverno nella norma e, a ruota, di una fase vegetativa coerente con la stagionalità: piogge primaverili hanno dato un bello spunto di partenza nello sviluppo dei germogli. “Il caldo di fine giugno è stato anomalo” dice Riccardo Ferrari, responsabile enologico “ma gestendo la parete fogliare con interventi precisi abbiamo cercato di creare un’ombreggiatura naturale”. “Sarà una vendemmia gestita con un’80% di tecnica e 20% di istinto” conclude Bianca Ferrini.
In Val d’Orcia, a Sarteano, dove il clima ha spesso andamenti peculiari, Tenuta di Trinoro ha vissuto una stagione intensa che ha richiesto un approccio conservativo e flessibile. Benjamin Franchetti testimonia come “Le piogge, frequenti ma leggere, hanno permesso di mantenere il terreno ben idratato senza causare erosione, poi però l’estate è arrivata dirompente e le piante hanno iniziato a consumare rapidamente le risorse idriche”. Per fortuna è una pianta capace di lavorare sotto stress e modificare i propri meccanismi e metabolismi in funzione dei fattori esterni”. Ora tocca al rush finale di questa annata 2025”. Sempre incrociando le dita.
Puglia
Nel Salento, Tenuta Liliana (Parabita) descrive un germogliamento precoce e una primavera mite e piovosa, senza particolari pressioni fitosanitarie. “L’estate” spiega Andrea Fattizzo, direttore tecnico dell’azienda “è arrivata puntuale: torrida e asciutta”. L’iniziale anticipo si è così attenuato ma le viti si trovano comunque in una condizione ottimale. La vendemmia partirà a fine agosto per il Sauvignon Blanc e a fine settembre per il Cabernet Sauvignon, vitigno principe della tenuta. I produttori Antonio e Liliana Intiglietta guardano ad una vendemmia con ottime prospettive qualitative.
Sicilia
Le considerazioni di Alberto Tasca di Tasca d’Almerita riassumono bene la complessità del ‘continente vitivinicolo’ siciliano, con vendemmie distribuite su 90 giorni tra le sue cinque tenute che attraversano la regione: dall’isola di Mozia, passando da Regaleali, fino alle pendici dell’Etna. Dopo due annate difficili e, in particolare, un 2024 molto siccitoso, il 2025 appare più regolare, grazie anche ad un inverno piovoso che ha garantito risorse idriche buone. Alberto Tasca ci conferma come a Regaleali “…lo sviluppo vegetativo sia buono e che le varietà internazionali bianche sono in leggero ritardo di maturazione mentre le autoctone sono rientrate nella media dei tempi di raccolta. Ribadisce inoltre quanto sia sempre più importante "...attuare un approccio sostenibile e applicare i principi dell’aridocoltura (con lavorazioni mirate a conservare l’umidità nel terreno) pensando sempre alla gestione conservativa del suolo, per fronteggiare l’estrema variabilità climatica”.
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Giuseppe De Biasi
In questo blog vi accompagnerò in giro per l’Italia e in Europa, per parlarvi di vino, cibo e viaggi, alla scoperta dei miei luoghi del cuore e delle affinità elettive che mi legano a piccoli appassionati viticultori come a blasonate firme del vino.
Come giornalista professionista e sommelier da circa trent’anni curo rubriche di vino, enogastronomia e turismo su importanti riviste di settore (Bell’Italia, Bell’Europa, InViaggio, Italia a Tavola).
Ma ciò che più mi entusiasma raccontare sono le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia. Di queste vi parlerò nei miei articoli con suggerimenti per le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici, consigli per i vostri viaggi alla scoperta del fascinoso universo del vino.
Calici in spalla, dunque, si parte!