
I pregiati millesimati di Villa Franciacorta
10 Luglio 2025I 200 anni della creatura enologica del Principe Alliata.
Il marchio Duca di Salaparuta rappresenta uno dei simboli del vino siciliano, portatore di una lungimirante quanto avvincente saga familiare iniziata da Giuseppe Alliata, Principe di Villafranca e Duca di Salaparuta, per l’appunto, che da esperto cultore del nettare di Bacco decise nel 1824 di vinificare in proprio le uve dei suoi possedimenti a Casteldaccia.
L’avventura proseguì prima con il figlio Edoardo e poi con il Duca Enrico, carismatico innovatore del vino siciliano, che dà il nome alla premiatissima etichetta di punta, Nero d’Avola in purezza.
Ultima degli Alliata a gestire l’azienda la figlia Topazia, un’autentica eroina del Novecento. Pittrice, scrittrice, gallerista, intellettuale anticonformista nonché moglie di Fosco Maraini e madre di Dacia, anche nella conduzione vinicola Topazia mise il suo tocco d’artista con l’ideazione nel 1959 del “Colomba Platino”, leggiadro Insolia in purezza che ancora oggi è un bestseller del marchio.
Il passaggio societario nel 2001 all’Illva Saronno Holding ha mantenuto il quartiere generale a Casteldaccia, con le centenarie cantine storiche e l’accoglienza enoturistica, che gestisce le uve delle tre tenute sparse in aree vocate come la Suor Marchesa a Riesi, nel cuore della Sicilia interna, suoli ideali per il miglior Nero d’Avola che dà vita a Passo delle Mule, Triskelè e Duca Enrico.
Dalla tenuta trapanese di Risognolo, provengono i bianchi a base Grillo o Insolia come l’iconico Bianca di Valguanera mentre dai 21 ettari della Tenuta Vajasindi di Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, le uve di Carricante, Nerello Mascalese e Pinot Nero, quest’ultimo protagonista nel Nawàri, geniale idea del mitico Giacomo Tachis.
Infine per festeggiare il bicentenario della fondazione la contaminazione artistica ha rifatto capolino nelle nuove etichette, impreziosite da opere di Renato Guttuso, Mimmo Pintacuda ed Emilio Murdolo.
Un tocco di colore e di tradizione che sarebbe piaciuto anche all'intraprendente e visionario Principe Alliata.


A fianco al possente Duca Enrico e all’elegante Bianca di Valguanera uno degli ambasciatori dello stile Duca di Salaparuta è senza dubbio il Triskelè, storica referenza che, in occasione della ricorrenza dei 200 anni dalla fondazione del marchio, è stata impreziosita dall’etichetta d’autore di Emilio Murdolo che raffigura Villa Valguarnera, luogo natìo dei primi vini Duca di Salaparuta.
Prodotta fin dal 1998, il Triskelè è un Nero d’Avola in purezza, proveniente dai vigneti poggiati su terreni argillosi-calcarei della tenuta Suor Marchesa di Riesi.
Affinato in barrique di primo e secondo passaggio per un anno e almeno un altro in bottiglia nel calice si presenta con un intenso rosso rubino con riflessi violacei che all’olfattivo espande note di marasca, mora di gelso, macchia mediterranea e un seducente speziato di cannella, cardamono e pepe nero. In bocca è corposo e rotondo con tannini vellutati e beva godibile e appagante.
Da abbinare a grigliate di carne, brasati come ad uno stagionato Ragusano DOP.
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Giuseppe De Biasi
In questo blog vi accompagnerò in giro per l’Italia e in Europa, per parlarvi di vino, cibo e viaggi, alla scoperta dei miei luoghi del cuore e delle affinità elettive che mi legano a piccoli appassionati viticultori come a blasonate firme del vino.
Come giornalista professionista e sommelier da circa trent’anni curo rubriche di vino, enogastronomia e turismo su importanti riviste di settore (Bell’Italia, Bell’Europa, InViaggio, Italia a Tavola).
Ma ciò che più mi entusiasma raccontare sono le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia. Di queste vi parlerò nei miei articoli con suggerimenti per le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici, consigli per i vostri viaggi alla scoperta del fascinoso universo del vino.
Calici in spalla, dunque, si parte!