
La Leopolda dei Girardi
23 Gennaio 2026A Bologna il “vino giusto” di Slow Wine Fair
Da domenica 22 a martedì 24 febbraio la quinta edizione della Slow Wine Fair invaderà con i suoi vignaioli il centro fieristico felsineo per una manifestazione in costante crescita di pubblico visibilità internazionale. Promosso da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna e di Confcommercio Ascom Bologna, l’appuntamento, che rinnova l'abbinamento con SANA Food, si presenta come un osservatorio critico e propositivo sulla filiera vitivinicola, puntando a raccontare un vino che sia insieme buono, pulito e - soprattutto - giusto.
Il vino giusto: tra qualità sensoriale e responsabilità sociale
Per la sua quinta edizione Slow Wine Fair apre un nuovo capitolo di riflessione: il concetto di “vino giusto”, che amplia la prospettiva oltre la qualità organolettica e la sostenibilità ambientale per esplorare l'impatto sociale della produzione. Dopo i focus su suolo, packaging e logistica, l'edizione 2026 mette al centro il valore delle relazioni umane nella filiera: lavoro dignitoso, inclusione, valorizzazione dei territori e opportunità per le comunità locali. Un vino davvero giusto, secondo Slow Food, non sfrutta lavoratori né territori, ma crea valore condiviso. L'evento invita a riflettere su come il vino possa diventare strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, leva per l'imprenditoria femminile e giovanile, e motore di rigenerazione delle Terre Alte: aree marginali ma ricche di potenzialità. È una sfida complessa che richiede visione, alleanze e scelte produttive coraggiose, e che la Slow Wine Fair intende mettere al centro dell'agenda professionale ed etica del settore.
Per Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere ”Slow Wine Fair si conferma una piattaforma che unisce valore culturale, visione internazionale e una filiera sempre più attenta alla sostenibilità. Il tema del vino giusto amplia lo sguardo sulla dimensione sociale del settore, mettendo al centro lavoro dignitoso, inclusione e responsabilità verso i territori. Per BolognaFiere, Slow Wine Fair e SANA Food rappresentano appuntamenti chiave dedicati al canale Horeca e alla qualità dei consumi fuori casa, ambizioni nei quali vogliamo generare contenuti, connessioni e nuove opportunità di business. La sinergia con Slow Food rafforza questo percorso per la costruzione di un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo e del vino capace di creare valore per l'intera filiera”.
Federico Varazi, Vicepresidente Slow Food Italia, sottolinea invece come con l'edizione 2026 “…si vuole affermare con chiarezza che la qualità del vino non può essere separata dalla qualità del lavoro. Parlare di un vino “buono, pulito e giusto” significa assumersi una responsabilità politica verso i territori e le persone che li abitano. Oggi, in un sistema economico che premia la competizione al ribasso, non è accettabile che proprio l'agricoltura e la ristorazione, settori simbolo della nostra identità culturale, siano tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Difendere il lavoro agricolo significa difendere le comunità rurali, garantire dignità ai lavoratori migranti, creare opportunità per i giovani e per le donne che vogliono costruire impresa nelle aree interne e nelle Terre Alte. Significa anche rivendicare un modello diverso di sviluppo, capace di generare ricchezza diffusa e non profitti concentrati in poche aziende. Ogni bottiglia di vino racconta tutto questo: il modo in cui si coltiva la vigna, le relazioni tra chi produce e chi lavora, la cura o l'abbandono dei territori. Per questo chiediamo a chi beve vino di compiere una scelta politica e culturale, non solo gastronomica. Perché giustizia sociale e ambientale non sono un elemento accessorio del vino: sono la sua sostanza”.
Giancarlo Gariglio di Slow Wine evidenzia, infine come giunti a questa quinta edizione della fiera si posso fare un primo punto sull'identità che la fiera sta assumendo. “Per prima cosa la qualità altissima delle cantine coinvolte, selezionate sia dal punto di vista dei vini sia per le pratiche agricole ed enologiche impiegate. Altrettanto distintiva è la percentuale di realtà certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, che oltrepassa il 60%. Questa grandissima omogeneità degli espositori fa sì che la Fiera attiri ormai un parterre di operatori dell'Horeca italiana di alto livello – anche in forza del Premio carta vini terroir e Spirito Slow che riscuote un successo sempre crescente sia come numero di candidati sia come premiati – e sia sempre più in crescita anche l'interesse da parte degli operatori stranieri che hanno compreso come sta accadendo qualcosa di importante a Bologna. Ma la Fair non è solo vino. Anche per le altre filiere il nostro impegno è volto all'eccellenza, come per la selezione di amari, per i roaster che portano alla Slow Wine Fair alcuni dei migliori caffè italiani e non solo, per l'offerta sia dei sidri sia degli spirits, in crescita anche quest'anno. Accanto all'unicità dei prodotti presentati, la Slow Wine Fair si distingue perché avvia il dibattito sui temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e alla giustizia sociale in ambito agricolo. E inoltre, avvicina un pubblico di appassionati giovani, proprio quel segmento di consumatori che sembra essere meno vicino al consumo di vino, ma che forse ha solo bisogno di conoscere il prodotto da un punto di vista più affine alle loro idee».


I numeri della passata edizione
La Slow Wine Fair 2025, tenutasi per la prima volta in contemporanea con SANA Food, ha registrato 15.000 ingressi, con una crescita di oltre il 20% rispetto all'edizione precedente. La manifestazione ha ospitato oltre 1.000 cantine provenienti da tutte le regioni italiane e da 32 Paesi; più di 750 cantine erano certificate biologiche, biodinamiche o in conversione. I visitatori hanno degustato 6.000 etichette, partecipazione a 17 masterclass, seguito 21 conferenze e preso parte a 58 degustazioni tra Mixology Lab e spazi istituzionali. Sul fronte B2B sono stati realizzati oltre 2.000 appuntamenti professionali, con 300 buyer internazionali selezionati in collaborazione con ICE.
Anche quest'anno Slow Wine Fair rinnova la concomitanza con SANA Food, il format professionale sull'alimentazione sana, sostenibile e di qualità rivolto al canale Horeca e al retail specializzato. L'edizione 2026 segna un passo avanti nella collaborazione: per la prima volta Slow Food Promozione entra ufficializzare nel Padiglione di SANA Food (18), invitando produttori delle reti Slow Food, appuntamenti formativi, degustazioni e momenti di confronto. Con un unico biglietto e padiglioni contigui, la sinergia crea una piattaforma integrata che unisce cibo e vino, business e cultura, fornendo strumenti concreti agli operatori per rispondere alla domanda di responsabilità, trasparenza e sostenibilità.
I protagonisti in fiera: vini, amari, spirits, caffè e sidri
Oltre 1100 cantine, selezionate secondo criteri rigorosi dal punto di vista agronomico ed enologico, per oltre il 60% certificate biologiche e accomunate da un approccio artigianale e coerente alla produzione, occuperanno i padiglioni 15 e 20, organizzate per aree territoriali. I vignaioli aderenti condividono il “Manifesto per il vino buono, pulito e giusto”, praticando sostenibilità ambientale, rispetto del paesaggio, valorizzazione delle comunità agricole e tutela della biodiversità. L'area spirits mette al centro la mixology, con particolare rilievo per gli amari grazie alla sesta edizione della Fiera dell'Amaro d'Italia.
Slow Wine Fair 2026 si conferma quindi non solo vetrina di cantine selezionate secondo il Manifesto Slow Food, ma piattaforma critica e propositiva per ripensare il vino come leva di sviluppo sostenibile e giustizia sociale.
In una fase segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, scegliere di investire sulla qualità significa assumersi una responsabilità collettiva: promuovere produzioni che riducono gli sprechi, valorizzano ciò che beviamo e mangiamo e sostengono filiere trasparenti e giuste.
CONDIVIDI L'ARTICOLO

Giuseppe De Biasi
In questo blog vi accompagnerò in giro per l’Italia e in Europa, per parlarvi di vino, cibo e viaggi, alla scoperta dei miei luoghi del cuore e delle affinità elettive che mi legano a piccoli appassionati viticultori come a blasonate firme del vino.
Come giornalista professionista e sommelier da circa trent’anni curo rubriche di vino, enogastronomia e turismo su importanti riviste di settore (Bell’Italia, Bell’Europa, InViaggio, Italia a Tavola).
Ma ciò che più mi entusiasma raccontare sono le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia. Di queste vi parlerò nei miei articoli con suggerimenti per le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici, consigli per i vostri viaggi alla scoperta del fascinoso universo del vino.
Calici in spalla, dunque, si parte!



