
L’Etna secondo Fessina
28 Giugno 2026Sfumature di Maremma fra mare, boschi e colline
L’edizione 2026 della sempre più partecipata manifestazione organizzata dall’attivo Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano Docg ha confermato l’ottimo stato di salute della denominazione, capace di parlare a pubblici diversi senza perdere l’autenticità del suo Sangiovese che racconta una terra generosa, selvatica e profondamente identitaria.
Declinazione territoriale del vitigno principe della Toscana, il Sangiovese, il Morellino è un rosso che nei profumi di frutta rossa, richiami mediterranei, tensione sapida e balsamica, una beva che invita sempre al secondo sorso, sa tenere insieme l’essere immediato e profondo.
Dalle versioni più giovani e fragranti alle riserve più strutturate e complesse, il Morellino di Scansano Docg si conferma il figliol prodigo di Maremma: generoso e concreto, solare e mai banale.
Nel corso della manifestazione abbiamo avuto occasione di partecipare a masterclass, visite guidate e sessioni di degustazione che abbiamo condensato in questo risicato report dove vi segnaliamo cinque realtà e altrettante etichette che ben rappresentano le variegate sfumature territoriali di questa intrigante denominazione.
Terenzi
In rigoroso ordine di visita partiamo proprio da Scansano con la cantina fondata nel 2001 dal visionario Florio Terenzi, oggi guidata dai tre figli, Balbino, Federico e Francesca Romana. Con i Terenzi, il Morellino di Scansano entra in una dimensione contemporanea, dove precisione, eleganza e cura del dettaglio diventano elementi centrali. Una delle aziende trainanti della denominazione che ha saputo costruirsi nel tempo un'identità solida, legata a una lettura molto attenta del terroir e ad uno stile enologico che punta su equilibrio e finezza.
Il Madrechiesa 2021 è il loro cru, ormai abbonato ai 3 bicchieri del Gambero Rosso, una Riserva complessa e strutturata, 100% Sangiovese, affinata 12 mesi in botte grande e 6 mesi in bottiglia. Il suo rosso rubino intenso con riflessi granata espande un bouquet che intreccia piccoli frutti rossi e neri, delicata speziatura e sottile trama balsamica. Al palato mostra materia, coesione e una bella maturità del tannino, ma restando armonico e scorrevole. È una bottiglia che si sposa ai pecorini stagionati (magari la Riserva del Fondatore del premiato caseificio Fiorini di Roccalbegna), pappardelle al ragù di cinghiale e carni alla griglia.
Roccapesta
Con Roccapesta, in località Macereto entriamo nel panoramico “laboratorio a cielo aperto” di Alberto Tanzini, che nel 2003 stregato dal fascino della Maremma ha applicato il rigoroso approccio finanziario del suo precedente lavoro al mestiere di vignaiolo, con l’umiltà di un appassionato neofita del settore ma la ferrea volontà di produrre vini d’eccellenza, affiancato dall’enologo Giuseppe Gorelli e dall’agronomo Andrea Manetti.
Un progetto di lunga visione sul Morellino che dai 4 ettari iniziali è passato ai 30 totali (con l’acquisizione dello storico marchio Sellari Franceschini) partito dalla prima Riserva, l’iconico Calestaia 2004 , fino agli attuali vigneti cru di Vigna Liuzza, Vigna I Gaggioli e l’attesa prima annata di Vigna Brunetto. Una reputazione fondata su un coerente lavoro di valorizzazione del Sangiovese maremmano per fargli esprimere al meglio il carattere del luogo, lavorando su freschezza ed integrità aromatica.
Il Morellino di Scansano 2024 si presenta con profumi di frutti di bosco, liquirizia e accenti balsamici, in un insieme dinamico e definito. In bocca è scorrevole, equilibrato, con tannini integrati e una persistenza che invita al sorso successivo. Perfetto per la tipica cucina toscana come i pici al ragù bianco di cinta senese che ne esaltano la parte sapida e la freschezza, creando un abbinamento di grande naturalezza.
Poggio Brigante
Con Poggio Brigante si cambia scenario e oltre a spostarsi in quel di Magliano si entra in una dimensione strettamente familiare, caratterizzata dall’accoglienza franca e diretta, come i suoi vini, di Lorenzo Rossi. Dai terreni che il nonno nel lontano 1952 aveva rilevato dall’allora Ente Maremma oggi Leonardo coltiva più di 25 ettari (fra propri e in affitto) dando luogo a una decina di etichette che rappresentano, nel Morellino come nelle altre referenze (vedi la straordinaria Ansonica in purezza, lievemente macerata, di L’Oro di Giacomo, dedicata al figlio) quel legame diretto con la tradizione contadina e una lettura più essenziale del territorio.
Leonardo lavora con misura, cercando di dare voce al frutto e all'identità del Sangiovese senza forzature stilistiche. L'Arsura 2022 è uno dei Morellino degustati che ci ha più colpito nella sua capacità di nitida geolocalizzazione territoriale. Un 100% Sangiovese, biologico, affinato 18 mesi in barriques e tonneaux e poi altri 9 mesi in bottiglia per un vino dal rubino intenso dal carattere pieno e sincero, una trama olfattiva di frutta rossa in maturazione e un sorso asciutto, di buona beva e discreta persistenza. È un vino che non cerca effetti speciali, ma affidabilità e coerenza. La sua forza sta proprio in questa immediatezza, che lo rende molto gastronomico: ottimo con formaggi stagionati, cinghiale in umido, arrosti e i ricchi taglieri misti della cucina maremmana.


Cantina Vignaioli di Scansano
Quarta tappa ad un’istituzione che ha contrassegnato la storia stessa della denominazione come la Cantina Vignaioli di Scansano, struttura cooperativa che identifica i valori di comunità, collaborazione e radicamento e che negli anni ha rappresentato per molti produttori uno strumento fondamentale per valorizzare il lavoro in vigna e per dare continuità a una viticoltura fatta di piccoli appezzamenti, spesso difficili ma ricchi di identità. Grazie anche a scelte coraggiose, dovute alla lungimiranza prima di Santino Ceccarelli e dal 2010 di Sergio Bucci, ha saputo coniugare funzione sociale e qualità enologica, diventando uno dei nomi più rappresentativi dell’intera denominazione oltre, in virtù della sua corposa produzione, a svolgere il ruolo di ambasciatore del Morellino di Scansano, in Italia e nel mondo. Lo stile aziendale tende a privilegiare chiarezza espressiva e bevibilità, disegnando il volto più corale del Morellino, quello che restituisce il senso di una comunità di vignaioli.
Perfettamente rappresentata dal Roggiano Riserva 2022, Sangiovese in purezza, affinato dopo un breve passaggio in acciao, un anno in barriques e altri 10 mesi in bottiglia dal denso rosso rubino che all’olfattivo propone un bouquet complesso e variegato di frutti neri e marasca, spezie, lieve nota resinosa e rimandi di sottobosco. Sorso snello, austero ed equilibrato. Trama tannica integrata e rotonda con chiusura sapida, leggermente agrumata e di decisa persistenza gustativa. Da associare a strutturati piatti di carne, a pecorini stagionati e all’immancabile cinghiale in umido.
Fattoria Le Pupille
Dulcis in fundo, l’immancabile passaggio per omaggiare la “Regina del Morellino”, Elisabetta Geppetti, che con la sua Fattoria Le Pupille ha dato riconoscibilità e prestigio internazionale alla denominazione contribuendo, insieme ad uno ristrettissimo stuolo di visionari pionieri, alla crescita qualitativa dell’intero territorio. La sua azienda, bilanciato mix fra tradizione e modernità, visibile anche nella coesistenza architettonica dell’antico casale con le fattezze contemporanee della ampia struttura dedicata all’accoglienza enoturistica, ha ospitato la serata finale di “Rosso Morellino”, con cena allestita dal Ristorante Da Caino di Montemerano, guidato da una riconosciuta autorità locale come la solare Valeria Piccini, da 27 anni chef bistellata Michelin.
Per volontà dell’attivo Consorzio nel giardino della tenuta si è allestito un banco di assaggio con le annate correnti, articolate nelle tre declinazioni di produzione, di una corposa selezione di aziende. Per la Fattoria Le Pupille dedichiamo qualche riga ad un suo evergreen come il Morellino di Scansano 2024.
Nel calice il suo luminoso rosso rubino svela l’immediatezza e la pulizia delle sue note di frutti rossi (ciliegia, ribes, lampone) accompagnato da note florealidi glicine che ne alleggeriscono e raffinano il tratto. In bocca scorre con naturalezza, sostenuto da una freschezza viva e da una tessitura morbida che lo rende particolarmente piacevole. È il tipo di Morellino che si presta bene sia alla tavola quotidiana sia ad abbinamenti regionali, come la ribollita o i pici al ragù di cinghiale, ma anche a piatti di mare strutturati, come i calamari ripieni.
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Giuseppe De Biasi
In questo blog vi accompagnerò in giro per l’Italia e in Europa, per parlarvi di vino, cibo e viaggi, alla scoperta dei miei luoghi del cuore e delle affinità elettive che mi legano a piccoli appassionati viticultori come a blasonate firme del vino.
Come giornalista professionista e sommelier da circa trent’anni curo rubriche di vino, enogastronomia e turismo su importanti riviste di settore (Bell’Italia, Bell’Europa, InViaggio, Italia a Tavola).
Ma ciò che più mi entusiasma raccontare sono le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia. Di queste vi parlerò nei miei articoli con suggerimenti per le degustazioni, gli abbinamenti gastronomici, consigli per i vostri viaggi alla scoperta del fascinoso universo del vino.
Calici in spalla, dunque, si parte!



